“Táctil” di Marco Mezquida Trio, Galileo Music Comunication (copertina)
La Recensione

Marco Mezquida Trio, “Táctil”

Nobili e sentimentali (aciduli e sghembi?)

  • Oggi
  • 14 min
  • Franco Fabbri
  • © galileomusic.de
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«La musica, a prima vista, non è tattile. È eterea, immateriale, intangibile, priva di peso. Le onde sonore viaggiano attraverso l’aria e svaniscono. Eppure, io sento questa musica in modo tattile: è fisica, tridimensionale, tangibile.» Sono le parole con le quali Marco Mezquida, pianista catalano nato a Menorca, spiega il titolo del suo ultimo album, realizzato in trio assieme al violoncellista cubano Martín Meléndez e al percussionista catalano Aleix Tobias. Del resto, c’è chi ha utilizzato il concetto di “audiotattilità” perfino come discriminante fra diversi generi musicali. Ma ha ragione Mezquida: tutte le culture musicali sono audiotattili, comprese le più astratte.

Marco Mezquida, del quale ci siamo occupati nelle nostre “Recensioni” altre volte, è un musicista vulcanico, in continua attività, in generi che vanno dal cosiddetto latin jazz al fado, dal flamenco alla canzone d’autore, come solista e come accompagnatore di artisti come Silvia Pérez Cruz, il chitarrista flamenco Chicuelo, Salvador Sobral (il tenero cantautore portoghese che vinse inaspettatamente un Eurofestival), LINA_ (si scrive proprio così), con la quale ha vinto un premio della critica discografica tedesca per un album di fado. In Germania, come in Spagna e Portogallo, Mezquida è famoso (il concerto di presentazione di Táctil all’Auditori di Barcellona, un mese fa, ha avuto un’accoglienza trionfale), ma comincia ad essere apprezzato in altre parti d’Europa, soprattutto come pianista libero e virtuoso e come leader di piccoli gruppi strumentali.

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“Del Alma”, di Marco Mezquida con Chicuelo e Paco de Mode, ℗ 2024 Marco Mezquida Music (dettaglio di copertina)

“Del Alma”, di Marco Mezquida con Chicuelo e Paco de Mode

La Recensione 10.01.2025, 10:35

  • ℗ 2024 Marco Mezquida Music
  • Franco Fabbri

Táctil è il quarto album con questo trio, dopo Los Sueños de Ravel (2017), Talismán (2020) e Letter to Milos (2022). Il brano che apre l’album si intitola Nobles y sentimentales, con un chiaro riferimento alle Valses nobles et sentimentales di Ravel, a loro volta ispirate alle Valses sentimentales e alle Valses nobles dell’ultimo Schubert ma con l’intenzione non troppo nascosta di smontare i cliché del valzer (cosa che non piacque al pubblico della prima esecuzione, ignaro che i pezzi fossero di Ravel, e disturbato dal loro carattere “acidulo e sghembo”). Mezquida, col suo trio, pigia ancora più forte sul pedale della decostruzione raveliana. Nella sequenza dell’album si passa da momenti di alto virtuosismo (notevole il modo con cui il violoncello di Meléndez si spinge oltre i compiti del contrabbasso in un trio jazz) a dolcezze iberico-americane. 

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