Al di là del principio di piacere

di Michela Daghini

Il celebre testo di Sigmund Freud ha già compiuto cent’anni, era il 1920 quando Freud ha scritto Al di là del principio di piacere al termine della disastrosa Guerra mondiale, causa di disperazione e di morte a cui si era aggiunta la strage causata dall’epidemia di Spagnola che si era portata via anche la figlia prediletta di Freud, Sofie. Nel libro lo psichiatra afferma che non è esatto parlare di un’egemonia del principio di piacere sul flusso dei nostri processi psichici. Non siamo dunque sempre alla ricerca del piacere, tesi che elabora anche attraverso una lunga analisi delle nevrosi traumatiche causate dal conflitto. Con il testo, complesso e innovativo allo stesso tempo, Freud arriva a formulare una teoria dualistica della dialettica pulsionale umana: alle pulsioni di vita che rappresentano gli sforzi compiuti dall’Eros per sostenere la sostanza vivente, si oppongono le pulsioni di morte, che sospingono inesorabilmente ogni sostanza organica verso la distruzione. Il testo aveva suscitato grande dibattito. Quel che soprattutto è stato rimproverato all’autore è l’applicazione della nozione di pulsione, e cioè di spinta elementare indistruttibile, alle tendenze regressive e distruttive della vita, una tesi che lo studioso metterà anche a fondamento delle ulteriori acquisizioni del suo pensiero. Concetti centrali in questo libro sono la rimozione, il principio di realtà - che esige e ottiene il rinvio del soddisfacimento, la rinuncia a svariate possibilità di conseguirlo, e alla temporanea tolleranza del dispiacere sul lungo percorso che porta al piacere - ma anche la coazione a ripetere - la tendenza del tutto inconscia a porsi in situazioni penose o dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate.
Ci guida tra queste dense pagine lo psichiatra e psicoanalista Marco Sarno, membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. L’edizione di Al di là del principio di piacere a cui si fa riferimento per la trasmissione è pubblicata da Bollati Boringhieri.
Le letture nel programma sono affidate all’attore Antonio Ballerio.