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Business umanitario

In ricordo di Raffaele Masto

Era uno dei maggiori esperti di Africa nel giornalismo italiano. Si è spento all’età di 66 anni Raffele Masto, collaboratore di Radio Popolare, della Rivista Africa e pure della  Rete Due. Masto ha contribuito con le sue numerose pubblicazioni a dare visibilità al continente nero e ai sui problemi, dalla questione delle materie prime, alle disuguaglianze, ai rapporti nord sud, all’offensiva del radicalismo in alcuni paesi musulmani. Era un collega autorevole, tra i più preparati sul tema, affabile e con un forte spirito collegiale. Lo ricordiamo con riconoscenza e con affetto riproponendo qui uno dei lavori che ha curato per la Rete Due.

 

La cooperazione internazionale è una realtà globale. Se i fondi delle ONG fossero riuniti rappresenterebbero la quinta economia mondiale. Il numero delle ONG è passato da un centinaio nel 1945 a circa 2500 nel 1993 e da allora sono ancora aumentate. Negli Stati Uniti le grandi organizzazioni filantropiche gestiscono un patrimonio di ben 268 miliardi di dollari, pari all'8% del Prodotto Interno Lordo. Ma questa immensa realtà e il denaro che vi passa attraverso ha un impatto prporzionale e positivo nei paesi poveri del mondo dove le ONG lavorano? In sostanza la domanda che non si può eludere di fronte a questa realtà è se è bene che la cooperazione si espanda e se non sarebbe necessario che questo mondo venisse razionalizzato. Nel dibattito di questa trasmissione intervengono Valentina Furlanetto, giornalista del Sole24Ore, autrice del libro edito da Chiare Lettere "L'Industria della Solidarietà", Luca De Fraia, vicepresidente di Action Aid, Pietro Veglio presidente di FOSIT, la federazione delle Ong del Canton Ticino.

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