Carlo Adolfo Schlatter, tra pittura e teosofia

di Sabrina Faller

È una vera e propria scoperta quella che sta avvenendo in casa del pittore svizzero Carlo Adolfo Schlatter (1873-1958) a Firenze, ovvero la casa museo che fu il suo atelier e la sua dimora , in cui vive oggi la pronipote Alessandra Schlatter, la quale mette a disposizione del pubblico, attraverso visite e incontri, alcune fra le oltre 360 opere del bisnonno, tra dipinti anche monumentali, sculture, opere grafiche e libri totalmente realizzati a mano. Ma Schlatter non è solo pittore e scultore, bensì autore di scritti di teosofia, di cui fu raffinato teorico. Questa disciplina, che ha visto uno dei suoi momenti più significativi al "Monte Verità" e che ha influenzato artisti come Mondrian o musicisti come Scriabin, lo ha accompagnato per tutta la vita, informando il suo pensiero e il suo stile di vita decisamente fuori degli schemi. Alessandra persegue da anni la valorizzazione delle opere e degli scritti dell’antenato, i cui documenti personali, lettere, foto, appunti, trascrizioni, sono stati donati al Gabinetto Vieusseux, mentre è in preparazione una mostra che faccia conoscere al pubblico le opere e il pensiero di quello straordinario personaggio che fu Carlo Adolfo Schlatter. La storica dell’arte Anna Mazzanti, docente di storia dell’arte contemporanea al Politecnico di Milano, mette in luce in questo incontro nella casa museo del pittore le qualità specifiche dell’opera dell’artista.