Cesare Pavese e Bianca Garufi

“Una bellissima coppia discorde” - di Antonio Ria

«Che cosa pretendi? Che ci coccoliamo come due conigli? Io trovo molto bello questo maltrattarci insaziabile; è sincero dopotutto e producente. Ciascuno ha i suoi sistemi – noi siamo una bellissima coppia discorde, e il sesso – che dopotutto esiste – si sfoga come può». Così scriveva Cesare Pavese a Bianca Garufi il 17 aprile 1946, come riferisce il “Carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi (1945-1950)”, che ha per titolo “Una bellissima coppia discorde”, recentemente pubblicato a Firenze da Leo Olschki, e curato da Mariarosa Masoero, professore di Letteratura italiana all’Università di Torino e direttore del Centro Studi “Pavese-Gozzano” di Torino. Nel Laser, curato da Antonio Ria, Mariarosa Masoero osserva che questa carteggio rivela aspetti impensati della personalità e della vita di Cesare Pavese. Emergono delle autentiche “perle” pavesiane di riflessione sulla vita e sulla letteratura (per quest’ultima Pavese ha una dedizione pressoché assoluta: egli sembra nato per scrivere: «il mio significato nel mondo è di scrivere qualcosa»). Ma emerge anche il senso che ha la vita per Pavese. Egli vive «solo e tragicamente», «a visiera calata» nei confronti del mondo: «fin che verrà il giorno che non mi fiderò nemmeno di me, e allora pace». E l’incontro con Bianca Garufi si rivelerà per Pavese il più importante e proficuo per la sua scrittura: per lei infatti scrive le poesie de “La terra e la morte”, i “Dialoghi con Leucò”… Nella trasmissione, cui partecipano anche l’italianista Giovanni Tesio e l’attrice Clara Monesi, si dà molto spazio proprio alla lettura di ampi brani di questo straordinario e rivelatore carteggio, sapientemente commentato da Mariarosa Masoero.
 
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