Il progetto del murales, su un muro lungo una decina di metri, lo hanno ideato i familiari di 200 persone uccise dalle forze armate colombiane tra il 2005 e il 2008. E lo scorso 27 marzo, a realizzarlo sono stati 11 tra i responsabili di quegli assassini e sparizioni forzate.
Valorizzare la memoria e costruire un paese che non ripeta gli orrori del passato, sono alcuni degli obiettivi che si prefigge la JEP, la Giurisdizione Speciale per la Pace nata in Colombia dopo gli accordi di pace tra il governo e la guerriglia delle FARC EP.
La missione istituzionale di questo organo è di indagare ed emettere sentenze sugli innumerevoli crimini di guerra commessi nel paese negli ultimi 50 anni: genocidi, sparizioni forzate, riduzione in schiavitù, violenze di genere, sequestri.
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Come accaduto in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid i principi a cui ci si ispira sono quelli della giustizia riparativa: una lunga serie di incontri tra le vittime e i responsabili delle atrocità, l’assunzione pubblica delle responsabilità e la possibilità per le vittime di avere un ruolo centrale nel processo.
Due scarpe sinistre è un audio documentario che racconta uno dei tanti filoni di indagine di cui si occupa la Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP) in Colombia: quello delle migliaia di cittadini giustiziati dall’esercito e poi travestiti da guerriglieri uccisi in combattimento.
Con Doris Tejada madre di Oscar Morales Tejada, Catalina Diaz, magistrata JEP, Blanca Nubia Monroy madre di Julian Oviedo Monroy.
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