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Colombia, un Paese diseguale

Oltre alla sicurezza, gli elettori sono preoccupati per inflazione, lavoro informale e disparità sociali. Il 21 giugno 41 milioni di colombiani sceglieranno il nuovo presidente al ballottaggio

  • 57 minuti fa
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Colombia, ballottaggio ad alta tensione

Telegiornale 01.06.2026, 20:00

Di: Emiliano Guanella 

Non c’è solo la violenza dei gruppi armati e della criminalità organizzata al centro delle preoccupazioni dei colombiani chiamati a scegliere il loro nuovo presidente. Subito dopo l’insicurezza, a preoccupare la popolazione è la situazione economica, il fragile equilibrio fiscale dei conti pubblici, la paura dell’inflazione e le disparità sociali evidenti.

La Colombia registra una discreta crescita a livello macroeconomico, grazie a settori chiavi come le esportazioni agricole (caffè su tutto) e la crescita del comparto minerario, ma a pesare resta la gran fetta della popolazione che naviga nell’economia informale.

Un lavoratore su due non ha un rapporto consolidato di lavoro, a loro non sono arrivate le tutele e i benefici della politica sociale del governo di Petro, che ha aumentato il salario minimo e migliorato il sistema delle pensioni.

A frenare la mobilità sociale è il difficile accesso a una salute e a un’educazione di qualità e la dicotomia enorme tra il contesto urbano e quello rurale.

Proprio in questi giorni si presenta nelle sale cinematografiche il documentario “El juego de la vida” (Il gioco della vita) che parte da una ricerca condotta durante 14 anni con famiglie dell’estrema povertà colombiana. Per il regista Andres Ruiz, che è anche ricercatore dell’Università de los Andes, il vero dramma del Paese sudamericano sta proprio nella mancanza di sviluppo locale nelle regioni meno fortunate. “L’unica via d’uscita per molti giovani è emigrare nelle grandi città come Bogotà, Cali, Medellin o Barranquilla. Chi parte non torna più perché lo Stato non offre aiuti o incentivi per aprire nuove attività nelle regioni rurali. Il Paese viaggia a due velocità e le diseguaglianze persistono”.

L’indagine dell’università privata mostra come sia difficile il cammino per l’ascesa sociale: chi appartiene al 10% più povero del Paese può impiegare fino a dieci generazioni per poter aspirare a essere di classe media.

Quarantuno milioni di elettori saranno chiamati il 21 giugno a scegliere tra il progressista Ivan Cepeda e il conservatore Abelardo de la Espriella. Lo scenario è incerto e si prevede una battaglia voto a voto, ma è chiaro che la sfida della diseguaglianza sociale in Colombia necessita di molto di più di un governo per essere risolta.   
 

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