In Colombia è comunemente conosciuto come il fenomeno dei Falsos Positivos (i falsi positivi) e riguarda le esecuzioni di oltre 7000 mila comuni cittadini da parte dell’esercito avvenute tra il 2002 e il 2008. Dalle regioni dei Caraibi nel nord del paese, fino agli altopiani del centro e alle zone tropicali dell’ovest il meccanismo applicato dalle forze armate colombiane era sempre lo stesso: l’adescamento e cattura di persone comuni, la loro eliminazione fisica e la simulazione di un combattimento che si otteneva vestendo i cadaveri con abiti da guerrigliero e armi.
Un modo per dimostrare che le forze armate ottenevano risultati sul campo, guadagnavano terreno contro la guerriglia e eliminavano membri di gruppi armati.
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Da circa 8 anni a indagare sul meccanismo perverso che, in tutto il paese, ha spinto i vertici militari e interi apparati dell’esercito a perpetrare assassini, sparizioni e torture è la Jurirsdicion Especial para la Paz (JEP) organo che nasce dagli accordi di pace del 2016 tra il governo e la guerriglia delle FARC EP. Oltre ai falsos positivos la JEP si occupa di altri 10 filoni di indagini e tra questi i sequestri e le sparizioni ad opera delle FARC, i crimini commessi dai paramilitari insieme all’esercito e il genocidio dei militanti dell’Unione patriottica. Come avvenuto per il Sudafrica dopo l’apartheid anche la JEP in Colombia si ispira ai principi della giustizia riparativa e il suo scopo è quello di indagare e trovare una via di giustizia attraverso incontri tra le vittime e i carnefici.
In questa puntata Margarita Arteaga Cuartas, sorella di Kemel Arteaga Cuartas, Oscar Parra, Magistrato della JEP e José Hilario Lopez Rincòn, avvocato.
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