Binyavanga Wainaina in una intervista televisiva nel gennaio 2014
Binyavanga Wainaina in una intervista televisiva nel gennaio 2014 (Keystone)

In ricordo di Binya Wainaina

di Anna Casanova

È morto all'età di 48 anni Binyavanga Wainaina,scrittore kenyota, che si è distinto per  i suoi articoli, che smontavano con ironia  i luoghi comuni che spesso caratterizzano lo sguardo sul continente africano, e  per le sue posizioni in difesa dei diritti civili degli omosessuali (anche lui lo era) in un'Africa spesso ostile e aggressiva verso di loro.  Per ricordarlo "Laser" ripropone l'intervista fatta nel 2014 con Anna Casanova.

Binyavanga Wainaina, scrittore kenyota, fondatore di «Kwani?» una delle principali riviste letterarie africane, vincitore nel 2002 il Premio Caine per gli scrittori africani, è stato selezionato dalla prestigiosa rivista «Foreign Policy» tra i 100 Global Thinkers del 2014, ossia tra i 100 intellettuali più influenti del pianeta. La ragione della scelta risale al coming out che lo scrittore ha pubblicato nel gennaio scorso in un articolo intitolato I’m a Homosexual, Mam definendolo il “capitolo perduto”, quello non che non ha potuto pubblicare, nel suo memoir Un giorno scriverò di questo posto. Questo libro, pubblicato in Italia dalla casa editrice romana 66tha2nd, è un’autobiografia forte che parte dall’urgenza di raccontare non solo la propria storia ma anche la storia del continente africano, del Suo Kenya, dell’Uganda, del Sudafrica. E’ un viaggio tra lingue, tradizioni, giochi dell’infanzia, scontri politici, vicissitudini familiari, lotte tribali, partenze, arrivi, affetti familiari, lotte per la democrazia. Il tutto visto da una prospettiva africana, più consapevole, propositiva, che rompe con la solita visione postcoloniale dell’Africa.

 
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