Michel Serres alla cerimonia
Michel Serres alla cerimonia "Dies Academicus 2012" all'Università di Ginevra, il 12 ottobre 2012 (Keystone)

In ricordo di Michel Serres

di Roberto Antonini

Il filosofo e accademico Michel Serres, nato ad Agen nel sud ovest della Francia nel 1930, è morto sabato 31 maggio 2019 all'età di 88 anni, dolcemente e circondato dalla sua famiglia, come riportano i giornali francesi.

Per ricordarlo, Rete Due ripropone l'incontro con Michel Serres, avvenuto nel 2017 e curato da Roberto Antonini.

La prima parte andrà in onda lunedì 3 giugno alle 09:00, mentre la seconda parte verrà diffusa alle 22.35.

 

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Prima emissione giovedì 19 a venerdì 20 ottobre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35

Come la filosofa e mistica Simone Weil, anche lui ha sempre rifiutato di iscriversi in una precisa corrente di pensiero. Ha frequentato Althusser e Lacan, ha insegnato con Foucault, ma è sempre rimasto un pensatore indipendente. Riesce a non aderire negli anni '60 e '70 ai grandi filoni della filosofia: marxismo, psicanalisi, strutturalismo. Michel Serres, nato ad Agen, nel sud ovest della Francia nel 1930, è uno dei maggiori filosofi viventi. “Per pensare”, - scrive Serres - “diventa un albero”: come dire che la conoscenza deve procedere in tutte le direzioni, dalle radici alle foglie, verticalmente e orizzontalmente. Matematico di formazione, considera come Leibniz, uno dei suoi grandi punti di riferimento, che la filosofia debba percorrere tutti gli spazi del sapere: biologia, matematica, chimica, antropologia, storia, diritto. Serres si iscrive nella grande tradizione filosofico-letteraria francese: Jules Michelet, Emile Zola, Auguste Comte, e come Friedrich Nietzsche con Zarathustra, affida a dei personaggi immaginari, e non a dei concetti, il suo messaggio. Così crea Hermes, paradigma della comunicazione, Pollicina emblema della rivoluzione informatica, il “mancino zoppo” personaggio attraverso il quale vuole significare quanto sia necessario per innovare allontanarsi dai modi di pensare tradizionali. Di non facile lettura, Michel Serres rimane un inveterato ottimista: anche in questo è certamente un pensatore affascinante e controcorrente.

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