Andreas Gursky, Robert Musil's The Man Without Qualities', in mostra al Museum Kunstpalast di Duesseldorf nel settembre 2012
Andreas Gursky, Robert Musil's The Man Without Qualities', in mostra al Museum Kunstpalast di Duesseldorf nel settembre 2012 (Reuters)

L’Uomo Senza Qualità di Robert Musil

Rete Due, mercoledì 27 agosto, 09:00

LASER
Mercoledì 27 agosto 2014 alle 09:00
Replica alle 22:35

“Era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913(…) chiunque si fosse trovato lì ad occhi chiusi(…) avrebbe capito di essere a Vienna, capitale e residenza della Corte”, scrive Robert Musil nel primo capitolo de L’uomo senza qualità, riferendosi al centro nevralgico dello stato che più avanti chiamerà ironicamente ‘Cacania’, e che costituisce l’humus del romanzo.
Benché il libro cardine della sua vita, imperniato sulla figura del 32enne nullafacente Ulrich, sia rimasto incompiuto, viene ancor oggi considerato dai più come uno dei migliori compendi dell’ultimo scorcio di un’epoca drammaticamente chiusa dalla prima guerra mondiale. Tuttavia, si mormora pure che non siano molti coloro che hanno letto davvero per intero i due corposi tomi finora pubblicati a stampa. E ad immergersi poi nelle migliaia di pagine inedite, con le quali l’autore austriaco cercò invano un finale congruo, e che dal 2009 sono stato rese accessibili grazie ad un’edizione digitale, è ancora soprattutto un pubblico di specialisti.
Dal primo gennaio 2013, un secolo dopo l’anno cruciale dell’incipit de L’Uomo senza qualità, tutte le opere di Robert Musil (nato a Klagenfurt il 6 novembre 1880 e morto a Ginevra il 15 aprile 1942) sono di pubblico dominio e dunque aperte ad ogni approccio e sperimentazione. Un’occasione per fare il punto sull’attualità e la pregnanza dell’autore austriaco e del suo Uomo senza qualità. Flavia Foradini ne ha parlato con due profondi conoscitori di Musil: Walter Fanta e Luigi Reitani.

 
Brani Brani in onda Watermelon Man - Herbie Hancock Ore 9:27