Mosca, 5 marzo 2017: 64esimo anniversario della morte di Stalin (Keystone)

L’altra rivoluzione

A cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre, con Vittorio Strada. Di Antonio Ria

LASER
Da lunedì 09 a martedì 10 ottobre 2017 alle 09:00
Replica alle 22:35

«La Rivoluzione d’ottobre fu l’inizio del più radicale e duraturo rivolgimento ideo-politico e socioculturale dall’alto che si conosca»: è questa la conclusione cui è giunto Vittorio Strada, fra i massimi esperti non solo di letteratura russa (ha ideato e curato la “Storia della letteratura russa in sette volumi, edita da Fayard in Francia e da Einaudi in Italia), ma anche della storia politica della Russia all’interno della storia europea, cui ha dedicato il volume “Europe. La Russia come frontiera” (Marsilio editore). Ha vissuto per molti anni a Mosca, dove ha diretto a lungo l’Istituto Italiano di Cultura. Ha poi insegnato all’Università Ca’ Foscari di Venezia. E, a cent’anni dalla Rivoluzione d’ottobre, ha pubblicato, ancora con Marsilio, il volume “Impero e Rivoluzione. Russia 1917-2017”, in cui dà una visione nuova dell’intero processo storico sovietico: dal passato zarista e nella prospettiva della Russia post-sovietica.

Nei due incontri ha indicato anche nuovi elementi in grado di gettare nuova luce sui fenomeni attuali e sulle loro manifestazioni più inquietanti, come il risveglio in Russia del nazionalismo, il ritorno al “culto” di Ivan il Terribile e di Stalin, la ripresa dei “valori tradizionali” che poi si traducono in intolleranza verso le minoranze. Una visione della Rivoluzione d’ottobre che viene dunque presentata non solo in prospettiva storica, con grande acume e con una documentazione spesso inedita, ma anche nella prospettiva delle sue conseguenze nell’intero arco della Russia sovietica e post-sovietica, fino ad oggi. Quindi in trasmissione, per parlare della Rivoluzione d’ottobre di cento anni fa (quella che nel lessico ideologico sovietico si chiamava «Grande rivoluzione socialista d’ottobre»), e per comprenderne le cause e poi gli effetti per la Russia e per il mondo intero, Vittorio Strada va molto indietro nel passato, fino a cercarne le cause remote e prossime. E senza fermarsi agli eventi sovvertitori iniziali, ma prospettandone le conseguenze negli anni e decenni successivi, fino alla Russia attuale. Emerge – egli quindi afferma – «un drammatico passato, che si proietta in un problematico presente: per la Russia e il mondo intero».

La notte del cortometraggio

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