La Francia al voto. Nel regno dell'estrema destra

di Alessandro Bertellotti

È il dipartimento della Francia metropolitana nel quale Marine Le Pen ha sbancato. La candidata dell’estrema destra ha sfiorato nell'Aisne il 60% di preferenze al secondo turno delle elezioni presidenziali di aprile.

A Parigi, ad un'ora di treno da questa realtà, Macron ha ottenuto oltre l’85% di voti al ballottaggio, ma è sufficiente uscire dalla cintura autostradale che circonda “La ville lumière” per scoprire una realtà buia ed incerta, che caratterizza buona parte del territorio francese.

È nelle zone rurali o nelle quali l’immigrazione è percepita come un problema, che Marine Le Pen fa il pieno di consensi. Il suo obiettivo è ora quello di capitalizzare, nel corso del ballottaggio per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, il consenso ottenuto alle presidenziali. Certo, ci sono enormi differenze tra il voto per l'Eliseo e quello per il parlamento, ma in Francia la frattura tra città e campagna non è mai stata così ampia. E la sensazione di una parte della popolazione di essere considerata dimenticata dalla politica, potrebbe giocare un ruolo nell'urna per il rinnovo del parlamento.