La Pasqua ortodossa e i segni della guerra

di Bruno Boccaletti e Alessandro Bertellotti

“Cristo è risorto” non è solo una esclamazione recitata a Pasqua, ma nel mondo ortodosso è un saluto vero, al quale si risponde con “Cristo è davvero risorto”. Per la prima volta la Chiesa ortodossa è lacerata da una guerra, i patriarchi di Mosca e Costantinopoli sono – non solo metaforicamente – su fronti diversi, e la religione ha invaso gli spazi della politica, della diplomazia e del conflitto armato.

La Pasqua non è mai stata così tragica e difficile per il mondo religioso ortodosso, e “Laser” ha partecipato alle celebrazioni pasquali che si sono svolte in Ticino e nella vicina Como, per comprendere i sentimenti e la partecipazione dei fedeli in un momento storico segnato dal conflitto in Ucraina.

La guerra sembra lontana ma non viene dimenticata, e a prevalere è il desiderio di accoglienza delle comunità coinvolte e sostegno a chi è rimasto nelle zone interessate dal conflitto. Un messaggio di solidarietà e vicinanza dai fedeli che contrasta con le posizioni di chi si trova ai vertici della chiesa.

Con Padre Michai Mesesan, parroco della comunità ortodossa in Ticino, Renato Giovannoli, presidente della comunità ortodossa della Svizzera italiana e Alexei Carpineanu, sacerdote della chiesa ortodossa russa di Como.