(Keystone)

La morte non è uguale per tutti

di Matteo Severgnini

Il Mare Mediterraneo ha restituito decine di migliaia di cadaveri di migranti, senza identità. I loro corpi testimoniano la violenza e la disperazione del nostro tempo.

Il "Laser" di Matteo Severgnini vuole raccontare il lavoro di identificazione di queste vittime. Un racconto attraverso le parole del vissuto del medico legale Cristina Cattaneo, autrice del libro "Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo" (Ed. Raffaello Cortina).

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera di donatore di sangue e una della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese: questi sono alcuni corpi delle vittime annegate nel Mar Mediterraneo che raccontano le loro storie di vita, di torture subite, di fuga dalla disperazione.

La loro ricerca di una via di salvezza si è infranta nella morte in mare e a moltissime di queste vittime è stata negata anche l’identità.

Fonico: Gianmaria Aprile

 

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