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L'integrazione è un lento processo

di Natascha Fioretti

  • 21.02.2017, 10:00
Irena Brežná

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Martedì 21 febbraio 2017 alle 09:00
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L'integrazione è un lento processo

Laser 21.02.2017, 10:00

Sulle prime non si nota ma a ben guardare l'elegante grazia nei gesti e l'armonioso incedere di Irena Brežná, ben presto si scoprono una forza coriacea e un'ardita risolutezza. Tratti tipici di chi, nella vita, ha dovuto lottare, di chi, come lei, è stato costretto ad abbandonare la propria terra e il proprio paese per ricostruirsi un'esistenza altrove; un'identità ibrida fatta di una sorta di nuovo equilibrio tra ciò che si è stati e ciò che si è diventati, tra il senso di perdita e quello di conquista. Per sentire, alla fine, una nuova appartenenza ai luoghi ma soprattutto a se stessi. Per lei, giornalista e scrittrice basilese di origine slovacche, l'esperienza di migrante, non senza fatica, si è tradotta negli anni in un arricchimento umano e professionale e le sue opere ne sono una accorata e viva testimonianza. Nata a Bratislava e giunta in Svizzera con la sua famiglia nel 1968 per fuggire ai carri armati russi, Irena Brežná condivide il messaggio espresso qualche tempo fa dal politico tedesco Joachim Gauck, a proposito delle migrazioni di massa e della cultura dell'accoglienza in Europa: “L'integrazione è un lento processo, non si devono costringere le persone ad integrarsi, bisogna essere pazienti con loro come un prete”. È così, „non si devono costringere le persone”, sottolinea la scrittrice „ma credo ugualmente che avrei dovuto riconoscere molto prima il fatto che seppure con l'emigrazione qualcosa va perduto´, dall'altra parte qualcosa si conquista. Forse è umano, bisogna solo darsi tempo”. Ma non solo della sua esperienza di migrante, in questa puntata di Laser con Irena Brežná parleremo anche del suo amore per la poesia, del suo lavoro di giornalista, dei suoi reportage dalla Cecenia e del suo incontro a Mosca con Anna Politkovskaja.

Di Irena Brežna nata nel 1950 nell'ex Cecoslovacchia ed emigrata in Svizzera nel 1968, dove oggi vive e lavora, sono stati tradotti in italiano per Keller editore il romanzo “Straniera ingrata” (2015) e la raccolta di reportage dalla Cecenia “Le lupe di Sernovodsk” (2016). Studi in slavistica, filosofia e psicologia, dal 1981 è scrittrice e giornalista e i suoi articoli, pubblicati in Svizzera, Germania e Repubblica Slovacca, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti.

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