Mad Men, da Italo Svevo al declino dell’America

Intervista a Matthew Weiner - di Stefania Carini

Ci sono capolavori indiscutibili. Ci sono visioni che riempiono gli occhi, e dimostrano come la tv possa essere ormai il mezzo narrativo odierno più potente e raffinato. È quello che accade con Mad Men, la serie creata da Matthew Weiner ormai alla sua quinta stagione. Il titolo indica il modo in cui negli anni ‘60 si autodefinivano i potenti pubblicitari di Madison Avenue. Il protagonista è infatti Don Draper, creativo della prestigiosa Sterling Cooper. Bello e triste, e tormentato dalle sue stesse bugie. Come il protagonista di un grande romanzo italiano, Zeno di Italo Svevo, ci svela Matthew Weiner nell’intervista. Serie osannata e pluripremiata, Mad Men racconta l’America del passato, e allo stesso tempo il suo inesorabile cambiamento. Gli ambienti senza fumo, la sanzione delle molestie sessuali, il rispetto delle diversità sono lontani a venire. Gli uomini sono ancora fortemente al comando, le donne possono essere moglie e amanti, o al massimo segretarie. Ma qualcosa sta cambiando, come dimostra il percorso di un altro personaggio, Peggy, da segretaria a copywriter. Eppure proprio quegli anni segnano forse l’inizio del declino americano, come suggerisce ancora Matthew Weiner.
 
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