Pasolini, poesia dal registratore

Tra le ex borgate romane in un esperimento sonoro e sociale nel nome di colui che le attraversò e le raccontò in verità, di Alessia Rapone

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Può la poesia ancora far risuonare esperienze di vita e riannodare i fili di una comunità? Potrà farlo in una grande e sfilacciata città come Roma? Ci prova il lavoro di Alessia Rapone tra le ex borgate che si offrono generose, oggi come ieri, a farsi conoscere per dettagli, ricordi, invenzioni linguistiche. Con microfono, cuffie e fogli di carta l’autrice segue un’intuizione, si affida alla curiosità o riottosità dei passanti, riscopre il pudore e l’ardore delle parole di Pier Paolo Pasolini a cento anni dalla sua nascita, il 5 marzo 1922.

"Supplica a mia madre", "Il pianto della scavatrice", "La ricchezza" sono alcune delle poesie contenute nelle raccolte “Poesia in forma di rosa”, “Le ceneri di Gramsci”, La religione del mio tempo” dell’intellettuale amante del popolo che proprio dal popolo vengono prese in mano e lette ad alta voce. Sono ragazzi incontrati per strada, donne e uomini dei mercati rionali, operai nei cantieri all’inizio o alla fine della giornata lavorativa quelli che si muovono nei quartieri di Roma in cui Pasolini visse o che maggiormente frequentò e che un giorno qualunque si trovano a fare sosta con la poesia in mano.

Da Villa Gordiani a Pietralata e Ponte Mammolo, da Rebibbia a Tor Pignattara e al Quadraro, il più popoloso e popolare quadrante est della Capitale diventa lo spazio di un esperimento sonoro e sociale nel nome di Pier Paolo Pasolini che va oltre l’audio documentario e rischia di diventare abitudine di ascolto e nuovo fattore di identità. Nella Roma fatta a strati si avvicinano storie e geografie diverse grazie al mezzo non invasivo del registratore e a quello creativo della poesia. La voce di Pasolini si sente ancora lungo le strade polverose in cui Lanzetta e il Riccio, Ragazzi di vita, cercavano pezzi di piombo o di ferri vecchi da rivendere per qualche lira. Nessuna testimonianza ha perso valore.

… Stupenda e misera città,

che m’hai insegnato ciò che allegri e feroci

gli uomini imparano bambini…

Ideazione, interviste, regia di Alessia Rapone

Musiche e post produzione di Sergio De Vito

 

Consulta la bibliografia su Pier Paolo Pasolini a 100 anni dalla nascita, realizzata dalla Biblioteca cantonale di Bellinzona

Prima emissione 15 febbraio 2022