Siria guerra civile
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Siria. La convivenza è possibile?

Una divisione etnica-religiosa che ha segnato il paese

  • Oggi
  • 27 min
  • Emanuele Valenti con Claudio Maggiolini
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La guerra civile in Siria, finita poco più di un anno fa, non è stata una guerra di religione, e nemmeno una guerra etnica. Ma le divisioni etnico-religiose hanno avuto un ruolo importante, così come lo avevano avuto nei decenni precedenti, durante la lunga dittatura della famiglia Assad. Il vecchio regime aveva garantito una serie di privilegi alla sua comunità di riferimento, gli alauiti, che controllavano le forze di sicurezza, i servizi segreti, l’apparato statale. La repressione prima e durante la guerra civile era quindi decisa e attuata da esponenti della minoranza aluita, nella maggior parte dei casi nei confronti di esponenti della maggioranza sunnita. Non per la loro identità etnico-religiosa ma in quanto membri di quella parte di società discriminata e a un certo punto costretta a ribellarsi.

Con la fine della guerra i rapporti si sono ribaltati e il potere è stato preso da esponenti della comunità sunnita. Il nuovo governo ha sempre detto che governerà per tutti, che proteggerà tutte le comunità, a prescindere dalla loro identità etnico-religiosa: sunniti, alauiti, curdi, cristiani, drusi.

Nell’ultimo anno però ci sono state violenze e scontri che hanno mostrato molto chiaramente come la convivenza tra i diversi gruppi che compongono la società siriana non sia per nulla scontata. Anzi. Il fatto più grave è stato il massacro degli alauiti nel marzo del 2025. Questo audio documentario, prodotto in Siria nelle scorse settimane, parte proprio da lì.

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