Addio, romanzo!

di Sabrina Faller e Brigitte Schwarz

Con il nostro titolo provocatorio vogliamo sottolineare la tendenza generale riscontrata da critici, studiosi e giornalisti a leggere sempre meno romanzi, soprattutto romanzi italiani sia contemporanei che classici. Nonostante l’aumento di vendite di libri verificatosi durante il lungo periodo di chiusura dovuto alla pandemia, il grande protagonista della letteratura occidentale dal XIX secolo in avanti non gode ottima salute, anzi. Sembra che il pubblico dei lettori si rivolga oggi soprattutto a quei libri che ottengono visibilità attraverso i media tradizionali e non, libri scritti da politici, cantanti, influencer o altri personaggi famosi. Lo scrittore puro non ha diritto di cittadinanza, non riesce a vivere del suo lavoro, deve combattere contro le esigenze del mercato e scendere a compromessi talvolta molto pesanti per promuovere il suo prodotto. Come e perché siamo arrivati a questo? La crisi delle vendite del romanzo è anche crisi del romanzo stesso, un genere che ha affascinato generazioni di lettori, trasportandoli in una realtà "virtuale" potente e ammaliante. Una crisi passeggera o un declino inevitabile? Ce ne occupiamo nella prima ora con Marco Maggi, professore straordinario di Letterature comparate e teoria della letteratura all’USI, l’editore Gabriele Capelli di Mendrisio e Bruno Quaranta, giornalista e critico letterario del quotidiano torinese La Stampa. Nella seconda ora ospitiamo lo studioso Giulio Ferroni, critico letterario, storico della letteratura e accademico, la giornalista e germanista Natascha Fioretti e la scrittrice e autrice di teatro Olimpia de Girolamo.