Capodogli (iStock)

Culture del mondo arabo, tra Islam e dissidenza

di Mattia Pelli

"Senza l'Oriente (quel sogno apolide in arabo, persiano e turco che chiamiamo Oriente) non ci sarebbe stato nessun Proust, nessuna “Recherche du temps perdu". È una frase tratta da "Bussola", il romanzo del francese Mathias Enard, vincitore del Premio Goncourt del 2016, che ci invita a riflettere sulle correnti sotterranee che hanno messo in relazione la cultura occidentale con quella Medio Orientale. Eppure, ancora oggi sappiamo poco di quanto avviene nelle culture dei mondi arabi e, anzi, la “lotta al terrore” inaugurata dagli Stati Uniti nel 2001 ha contribuito ad allontanare ulteriormente la conoscenza reciproca in questo campo. Fortunatamente le rivolte del 2010, le cosiddette “primavere arabe”, hanno contribuito a diradare la coltre di nebbia e a farci conoscere una nuova generazione di intellettuali e artisti/e impegnati/e. Ma come sta la cultura dei paesi arabi? Quali le tendenze e il rapporto con la tradizione e con l’Islam?

Per parlarne gli ospiti di Mattia Pelli a “Moby Dick” saranno:Federica Frediani, ricercatrice e docente presso "l'Università della Svizzera italiana" e responsabile del progetto del MEM Summer Summit e della MEM Freethinking Platform.

Camille Eid, giornalista libanese residente a Milano, dove ha insegnato Lingua araba per dieci anni in due atenei, quello di "Milano Bicocca" e "all’Università Cattolica". A Milano dirige l'"Associazione Araba Fenice", un centro studi sulle culture del mondo arabo.

Fernanda Fischione, docente universitaria "alla Sapienza di Roma", traduttrice dall’arabo ed esperta delle correnti musicali arabe contemporanee.

In conclusione, approfondiremo la situazione della comunità islamica in Svizzera con un altro ospite: Federico Biasca, politologo, ricercatore al "Centro Svizzero Islam e Società dell'università di Friburgo".

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