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Essere o non essere schiavi

di Sabrina Faller e Monica Bonetti

La schiavitù è presente nella storia dell'umanità fin da epoche remote. Nella civiltà greca e in quella romana era parte del sistema economico e non costituiva un problema etico; nel mondo mediterraneo dell’età moderna compresa tra il XVI e il XIX secolo conobbe grande fioritura sulle due sponde del mare nostrum, nelle cui acque si davano battaglia flotte cristiane e flotte musulmane, corsari e pirati confrontati con navi mercantili e pronti ad attaccare i villaggi sulle coste italiane, spagnole, portoghesi o francesi (spingendosi fino all’Islanda) per rapire uomini, donne e bambini e rivenderli nei mercati di schiavi degli Stati barbareschi o dell’Europa. E intanto la tratta africana portava i neri anche nelle Americhe. Una storia -quella della schiavitù-  che ai giorni nostri non è purtroppo ancora finita. Solo in tempi relativamente recenti la schiavitù è diventata un problema morale. Ma l’uomo nasce libero o nasce schiavo? Su che cosa si fonda il rapporto tra schiavo e padrone? Come è cambiato nel corso di secoli? A queste e ad altre domande cercheremo di dare una risposta insieme a Francesca Berlinzani, docente di Storia greca e Storia romana all’USI, lo storico Salvatore Bono, lo psichiatra e psicoterapeuta Graziano Martignoni,  l’archivista RSI Michele Dunghi, cultore della materia.  

 

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