Il centro è mio e me lo (auto)gestisco io!

di Monica Bonetti e Brigitte Schwarz

Molto si sta parlando di autogestione dopo la demolizione di parte dell’ex Macello. I giornali, i portali online e gli spazi informativi radiotelevisivi hanno messo in rilievo i risvolti politici e giudiziari dell’attualità più stretta e, in alcuni casi, ci hanno raccontato le realtà simili che si sono sviluppate negli ultimi decenni nel resto della Svizzera o in altri paesi. Ma quali sono le istanze da cui sono nate esperienze come l’Usine di Ginevra o la Rote Fabrik di Zurigo? Quali i valori che hanno esportato nella loro evoluzione? E come mai alcuni di questi modelli sono entrati in crisi? E ancora è un ambito che siamo abituati a declinare sul mondo giovanile ma che riguarda anche altre fasce generazionali e che ha avuto un ruolo importante a promuovere le questioni di inclusività e di genere. Muovendosi tra storia e riflessioni sociologiche e urbanistiche "Moby Dick" si interroga questa settimana su tutte queste questioni, insieme a un folto gruppo di interlocutori qualificati che spaziano da sociologhi a operatori culturali tra cui, nel dibattito in diretta, anche uno dei giovani del collettivo di autogestione. 

Con la sociologa Fiorenza Gamba, docente all’Università di Ginevra, l’attivista Marie Moïse giornalista e animatrice culturale del centro sociale milanese ri-make, l’imprenditore sociale Edo CarrascoNoah Sartori membro del collettivo autogestito e lo storico Giovanni Ricci docente all’università di Ferrara.