“Un giovane esponente della vecchia scuola del podio”, così potrebbe essere definito Michele Mariotti, acclamato direttore d’orchestra di origine pesarese che negli ultimi mesi ha inanellato, tra i suoi successi, una proroga di contratto fino al 2030 nel ruolo di direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, incarico che riveste dal 2022, ed una nuova nomina a Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a partire dall’ottobre 2026, successore di rinomate bacchette come Eliahu Inbal, Rafael Frühbeck de Burgos, Juraj Valčuha, James Conlon e Andrès Orozco-Estrada. Una visione della direzione d’orchestra fatta di molta sostanza e poca apparenza, la sua. Di musica, essenzialità del gesto e studio più che di visibilità, social e affini.
Lo abbiamo incontrato, impegnato con la verdiana Luisa Miller, per la regia di Philipp Grigorian, alla Wiener Staatsoper, dove nel 2021 ha debuttato con Il Barbiere di Siviglia.
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