La notte di San Silvestro, mentre il mondo si preparava a salutare l’anno nuovo, il mondo della musica ha perso un musicista leggendario: Peter‑Lukas Graf.
Si è spento il 31 dicembre 2025, alla vigilia dei suoi 97 anni, il flautista e direttore svizzero, figura tra le più luminose e influenti del panorama musicale internazionale. Nato a Zurigo nel 1929, Graf ha segnato oltre sette decenni di storia del flauto, distinguendosi per un suono inconfondibile, una disciplina ferrea e un approccio profondamente umanistico alla musica.
Formatosi tra Zurigo e Parigi con maestri come André Jaunet e Marcel Moyse, Graf ha portato avanti una carriera multiforme: solista, camerista, direttore d’orchestra, docente e mentore di generazioni di flautisti, soprattutto durante i suoi anni di insegnamento alla Musik-Akademie di Basilea.
Nel ricordarlo, abbiamo raccolto la testimonianza di Franco Cesarini, suo allievo e oggi compositore e direttore apprezzato a livello internazionale.
«Il Maestro non insegnava solo a suonare. Insegnava a pensare la musica, a interrogarla, a darle un senso. Ogni lezione era una sfida, ma anche un dono. La sua ricerca del suono perfetto non era vanità: era un atto d’amore.»
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