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Harmonium & dintorni

Incontro con Claudio Brizi, al microfono di Giuseppe Clericetti

  • 18.10.2016, 00:00
Harmonium

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PRIMA FILA
Lunedì 17, martedì 18 e giovedì 20 ottobre 2016, dalle 22:00

L’harmonium fu brevettato ufficialmente in Francia nel 1842 da Alexande-François Debain, frutto di vari esperimenti effettuati negli anni immediatamente precedenti: il nuovo strumento miete subito successo, dovuto soprattutto alle dimensioni e prezzo contenuti, e prende posto nei salotti parigini colmando la lacuna tra pianoforte e organo: esso è ben adeguato anche alle piccole chiese, ai conventi, pensionati, e seminari. Nei decenni seguenti l’harmonium sarà pure lo strumento dei cinematografi. Sulla base dell’harmonium si sviluppano strumenti ibridi: il mélodium di Alexandre, harmonium con l’applicazione di un sistema di percussione alle ance; l’harmonicorde di Debain, impiegato nella prima esecuzione della Petite messe solennelle di Rossini, 14 marzo 1864, e il piano-mélodium di Alexandre, unioni tra pianoforte e harmonium; il métaphone di Mustel, evoluzione dell’harmonium. Nel 1906 si arriva al Concertal, l’harmonium automatico di Mustel. Particolare curiosità suscita il Piano-Liszt di Alexandre, del 1855, dotato di tre tastiere, combinazione di pianoforte e harmonium. Victor Mustel è pure l’inventore nel 1866 del typophone che diventa successivamente, nel 1886, la celesta: accoppiata all’harmonium darà vita nel 1889 all’Orgue-Célesta Mustel. Prestissimo fioriscono metodi dedicati allo strumento, nelle varie nazioni che adottano l’harmonium: Germania, Inghilterra, Spagna, Italia; e tra i primi compositori a scrivere espressamente per harmonium figurano Berlioz, Saint-Saëns, Alkan, e Widor. Di tutto ciò parliamo in tre contributi speciali in Prima Fila, con Claudio Brizi al microfono di Giuseppe Clericetti.

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