LupMorthy: "Requiem for a tree"

di Alessandro De Rosa, con Luca Recchia

LupMorthy è un artista Milanese, musicista compositore, insegnante e amante della montagna. Prima di dedicarsi interamente alla sua musica ha suonato il basso elettrico per 20 anni, sia in tour che in studio, con diversi progetti della scena indipendente italiana. Fra le varie band ricorda in particolare le collaborazioni con artisti quali GoodMorningBoy, Songs for Ulan, Musical Buzzino e Cesare Basile, con cui ha stabilmente suonato fin dal 2003 e vinto due targhe Tenco. La musica di LupMorthy è sperimentale, dai confini che sfumano fra diversi generi, dall’elettroacustica all’ambient, dal minimalismo al field recording. La montagna gli ha insegnato a fare un passo alla volta e, paradossalmente, a stare con i piedi per terra. LupMorthy è lo pseudonimo sotto cui si cela l’opera artistica del suo autore: Luca Recchia.

“Requiem for a Tree” (Urtovox, 2022) è il primo lavoro organico di Lup Morthy diviso in 5 movimenti (Dust, Mud, Strings, Stones, Trees). Si tratta di un album strumentale di quasi 50 minuti di musica essenziale dove la microgestualità ritmica è l’elemento di continuità fra i brani, su uno sfondo comune fatto di elementi contrastanti, fra musica scritta, eseguita, e momenti di libera improvvisazione. È una lunga dedica ad un amico di infanzia, Federico, che ha lottato contro la malattia per interminabili lunghi anni combattendola fino alla Fine. Qui l’orchestra d’archi resiste fino a che ogni strumento, dall’estremo acuto al grave ha note sulla tastiera per essere suonate, o un filo di voce per parlare, dopo di che, a turno e in “silenzio”, se ne vanno.

Luca Recchia ce ne parla al microfono di Alessandro De Rosa.