Un incontro assai particolare con Renato Sellani quello chi vi proponiamo oggi: a settembre del 2010 ad un tavolino di un locale in piazza San Babila a Milano, a suo agio davanti ad un piatto di rigatoni al ragù, come alla tastiera di un pianoforte. Doveva essere il primo di altri incontri che non siamo riusciti a realizzare, perché la sua storia musicale sembrava senza fine per qualità e quantità, e quel suo modo gentile e semplice di raccontarla aveva un fascino particolare. Lui, che aveva suonato con le stelle del jazz italiano e americano, e aveva dedicato dischi anche a Chopin e a Sergio Endrigo... e che Jannacci descrisse come “il Leopardi del jazz”!
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