Giunto al ragguardevole traguardo dei 90 anni, compiuti lo scorso 30 dicembre, Bruno Canino, leggenda del pianoforte di origine napoletana, si racconta. Dalle esperienze che lo hanno visto protagonista insieme alle stelle del panorama concertistico internazionale, all’attenzione verso i più giovani interpreti, una vita, la sua, per la musica. Studi di pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove ha poi insegnato per 24 anni, così come per 10 alla Hochschule di Berna. Una florida attività concertistica da solista - ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly e Wolfgang Sawallisch, per citarne alcuni - e camerista, in duo pianistico con Antonio Ballista, ma anche con virtuosi del violino tra cui Salvatore Accardo, Uto Ughi, Itzhak Perlman e Sergei Krylov. Direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia, dal 1999 al 2002, si è dedicato alla musica contemporanea, collaborando con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono e Sylvano Bussotti. Abbiamo incontrato Bruno Canino, nella “sua” Milano, per ripercorrere con lui alcune tappe della sua appassionata vita in musica.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/702496




