Laurie Anderson
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Voci dal cielo: Laurie Anderson racconta Amelia Earhart

Un viaggio sonoro che intreccia orchestra, poesia e memoria nel nuovo album pubblicato da Nonesuch

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  • Barbara Tartari
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L’ultimo album di inediti firmato da Laurie Anderson, Amelia, è uscito per Nonesuch Records nell’agosto 2024. La vincitrice del Grammy Lifetime Achievement Award 2024 non pubblicava un disco da Landfall del 2018. Il disco comprende ventidue brani che raccontano il tragico ultimo volo della celebre aviatrice Amelia Earhart, la prima donna ad attraversare l’Atlantico nel 1932 e poi morta cinque anni dopo nel tentativo di fare il giro del mondo.

Anderson, che secondo Pitchfork «vede il futuro, ma inizia prestando attenzione», ha scritto la musica e i testi di questa opera narrativa soggettiva. Nell’album l’artista è affiancata dall’orchestra ceca Filharmonie Brno, diretta da Dennis Russell Davies, e da Anohni, Gabriel Cabezas, Rob Moose, Ryan Kelly, Martha Mooke, Marc Ribot, Tony Scherr, Nadia Sirota e Kenny Wolleson.

Il 5 aprile il suo Republic Of Love Tour arriva finalmente in Europa, con una serie di date che attraverseranno Belgio, Olanda, Francia e si protrarranno fino al 5 luglio, con la data finale a Monaco di Baviera.

Laurie Anderson, classe 1947, è una delle più note e audaci pioniere dell’arte americana. Da oltre quarant’anni attraversa musica, arti visive, cinema, performance e narrativa, sfidando i confini disciplinari e il pubblico con un linguaggio che unisce invenzione tecnologica, umorismo e poesia. Come ha detto Anderson Cooper, «definirla “pioniera dell’avanguardia” non basta: le sue opere vivono soprattutto sul palco, tra racconti, violini elettronici e visioni che mescolano il bello e il bizzarro». Il Washington Post la descrive come un’artista che «assapora ogni parola», mentre il Guardian la considera «una delle grandi narratrici del nostro tempo».

Con l’etichetta Nonesuch ha pubblicato, tra gli altri, Life on a String (2001), Homeland (2010), la colonna sonora di Heart of a Dog (2015) e Landfall (2018), realizzato con il Kronos Quartet e premiato con un Grammy. Il suo film VR La Camera Insabbiata ha vinto il Leone d’Oro per la migliore esperienza in realtà virtuale alla Mostra di Venezia 2017, e il volume All the Things I Lost in the Flood (2018) raccoglie la sua produzione visiva più ampia. Rimane iconico anche il successo mondiale del singolo O Superman (1981).

Tra le sue mostre recenti si ricordano Habeas Corpus a New York, The Weather allo Smithsonian di Washington e Looking into a Mirror Sideways al Moderna Museet di Stoccolma. Ha collaborato con i Sex Mob eseguendo il suo storico Let X=X. Nel 2024 ha ricevuto la Medaglia Stephen Hawking per la comunicazione scientifica e l’Unione Astronomica Internazionale ha dato il suo nome all’asteroide 270588.

Residente all’American Academy in Rome già nel 2006, Anderson vi è tornata quest’anno per lavorare a nuovi progetti, da dove l’abbiamo raggiunta telefonicamente qualche settimana fa.

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