Incontro con Matteo Manzitti

di Valentina Bensi

Matteo Manzitti, giovane compositore e divulgatore musicale italiano di nascita e di formazione svizzera, comincia a studiare musica all'età di cinque anni, manifestando subito il desiderio di scrivere e di dirigere. Studia prima composizione a Genova con Carlo Galante, pedagogia musicale a Roma con Boris Porena e pianoforte con Timothy Young. Ottiene un Master in composizione al Conservatorio di Lugano sotto la guida di Nadir Vassena. Si è poi specializzato seguendo diversi seminari, con Fabio Vacchi, Azio Corghi, Peter Maxwell Davies, Yuri Kasparov. Ha già scritto moltissima musica: da camera, sinfonica, lirica, musica per teatro e per film.  Sue composizioni sono state eseguite da artisti di calibro internazionale quali Laura Catrani, Irene Cerboncini, Carlo Boccadoro, Marcello Fera, Quartetto di Cremona. Molte le formazioni prestigiose che hanno richiesto dei suoi lavori: Genoa Vocale Ensemble, Cameristi della Scala, Ensemble Conductus, Ensemble Sentieri Selvaggi, Filarmonica di Torino per citarne alcuni. La sua prima opera lirica, “Invisibili”, sull’immigrazione, ha ottenuto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e delle Nazioni Unite. È fondatore, direttore artistico e musicale dell’Ensemble Eutopia, specializzato in musica contemporanea, con il quale cura una rassegna musicale al Teatro della Tosse di Genova. Molto attivo anche sul fronte della pedagogia musicale, insegna nelle scuole steineriane. Attualmente sta curando l’edizione italiana del più importante testo di pedagogia musicale a orientamento steineriano.