Quando la musica… non aveva confini

Prima parte, di Giovanni Conti

Analizzando il passato in termini culturali, ai più sfugge il fatto che anche ciò che chiamiamo "progresso", ha un risvolto positivo ed uno negativo. Se si guarda alla musica, un certo tipo di "progresso" - che viene sbandierato come evoluzione sociale - rischia di far sparire molte di quelle musiche che sono sopravvissute intatte all’oblio del tempo che passa. Sparire sostituite da musiche più “moderne” e “universali”. Quelle canzoni commoventi, quelle belle danze antiche sono rimpiazzate, poco a poco, dalle musiche globali che sempre più dominano TV, Internet, Radio, Cinema, CD, ecc. Sulla base di queste riflessioni Jordi Savall ha pensato e realizzato un Libro/CD che puntando l’attenzione ai Balcani vuole contribuire a fare conoscere questi repertori a nuovi pubblici, mediante un approccio creativo e insieme rispettoso delle differenze stilistiche originali. Per realizzare il programma, Savall ha invitato e lavorato con 40 cantanti e musicisti di fedi diverse: musulmani, cristiani ed ebrei, provenienti da 14 paesi differenti. Insieme hanno interpretato un’ampia selezione di musiche tratte dalle numerose tradizioni ancora vive di quell’immenso mosaico di culture musicali che costituiscono i popoli dei Balcani e le loro diaspore zigane e sefardite.

Giovanni Conti ce ne parla nella puntata odierna di "Quilisma".