Tutti pazzi a Capodanno

Ovvero il Medioevo trasgressivo - di Giovanni Conti

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Durante il Medioevo la Festa dei Folli si teneva nelle cattedrali e chiese collegiate in uno dei giorni compresi fra il Natale e l'Epifania e in particolare a Capodanno. Promotori erano i suddiaconi e il basso clero, e il luogo deputato dei festeggiamenti era la chiesa, anche se la cittadinanza prendeva parte alle processioni nelle strade. L'idea centrale della Festa dei folli era lo scambio di status e l'assunzione, da parte del basso clero, di funzioni normalmente affidate ai suoi superiori. Una delle descrizioni più illuminanti sul comportamento del clero durante la Festa dei folli si trova in una lettera scritta dal rettore della facoltà di teologia a Parigi, Eustace de Mesnil, ai vescovi e ai Capitoli di Francia nel 1445, quando ormai la Festa dei folli contava una storia plurisecolare. Da questa e da altre fonti più antiche abbiamo un quadro degli eccessi di queste feste: preti e chierici mascherati che durante la Messa ballano nel coro travestiti da donna, conducono asini sull'altare, intonano canzoni lascive, mangiano salsicce e bevono vino davanti all'altare mentre l'officiante sta celebrando, giocano a dadi, bruciano suole di scarpe vecchie ed escrementi al posto dell'incenso, corrono e saltano senza vergogna nella chiesa vestiti con abiti strappati o messi all'incontrario, se non addirittura nudi, e infine vanno in giro per tutta la città su dei carri facendo gesti indecenti, declamando versi scurrili e tirando escrementi sulla gente.

Prima emissione domenica 2 gennaio 2011