Amore e guerra, o se vogliamo l’allegoria mitologica, Venere e Marte, temi operistici quanto mai, sia quando si tratta di imprese belliche, sia di quando sono gli amori a distrarre gli eroi dai loro compiti sul campo di battaglia o, al contrario, a motivarli sino all’estremo sacrificio e sino all’aria in cui spirano vocalizzando. È questo il caso di Tancredi, nobile protagonista dell’omonimo titolo rossiniano, in questi giorni in scena al Teatro dell’Opera di Roma. Grandi curiosità e aspettative intorno a Carlo Vistoli (un controtenore!) nel ruolo di Tancredi, che Rossini scrisse per una donna en travesti, la diva Adelaide Malanotte - e per contrappasso sarà una cantante, Chiara Guglielmi, mezzosoprano, la nostra inviata a Roma. Amore e Marte è anche il titolo di un’antologia di cantate del Seicento appena pubblicata da Glaux Records, ideata dal soprano Valeria la Grotta, con la marziale collaborazione del baritono Mauro Borgioni: dovendo scegliere se parlarne con Marte o con Venere, abbiamo optato per la prima.
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