Inascoltate come Cassandra, uccise per convenienza politica come l’innocente Ifigenia, costrette al silenzio in politica e poi in chiesa, sostituite in musica da castrati e perfino da controtenori… non basterà certo una puntata del “Ridotto dell’opera” a rispondere a tanti eccessi di misoginia. Sarà però la musicologa Angela Ida de Benedictis a raccontarci come Salvatore Sciarrino, nella sua nuova opera, L’Agamennone, in prima assoluta a Berna, abbia dato voce alla sventurata profetessa troiana e alla terribile regina Clitennestra – terribile sì, ma perfino Eschilo, che è per noi la fonte primaria (e fatalmente maschilista) della sanguinosa vicenda degli Atridi, non riusciva a darle tutti i torti.
Quanto alle donne ridotte al silenzio in chiesa, è vero che grazie a istituzioni come gli Ospedali veneziani, che accoglievano ed educavano alla musica fanciulle orfane, grandi geni come Vivaldi e Porpora hanno potuto dedicare alla voce femminile composizioni sacre di altissimo livello: nel suo recente progetto discografico, dall’eloquente titolo Prime Donne, per l’etichetta Château de Versailles Spectacles, il mezzosoprano svizzero Marina Viotti attinge proprio a questi tesori – e sarà lei in persona a presentarceli.
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