Sigmund Freud, aggettivo utilizzato nel suo saggio
Sigmund Freud, aggettivo utilizzato nel suo saggio "Il Peturbante" (1919) (Keystone)

Perturbante

di Monica Bonetti

VOCI DIPINTE
Domenica 15 ottobre 2017 alle 10:35

È passato un secolo da quando nella moderna psichiatria ha fatto la sua comparsa il concetto di perturbante. Un termine a cui si sono associati una serie di sentimenti che vanno dal turbamento, all’inquietudine, fino alla vera e propria paura, provati nel trovarsi di fronte a ciò che ci è estraneo, poco familiare o inaspettato.

In una società come la nostra, scossa da mille inquietudini e in perenne mutamento e dove l’esperienza con ciò che ci è poco familiare diventa sempre più la norma, il tema del perturbante non può che tornare di grande attualità.

Ed è dietro la suggestione di una doppia mostra realizzata ad Ascona in collaborazione tra il museo comunale d’arte moderna e la fondazione Monte Verità dedicate al rapporto tra arte e perturbante che “Voci Dipinte” ha deciso di dedicare una puntata a questo tema invitando Viana Conti, curatrice di una delle mostre di Ascona e il musicologo e compositore Massimo Pastorelli a raccontare come gli artisti - sensibili sismografi degli orientamenti socio culturali del nostro tempo – illustrino nelle loro opere lo spaesamento di una società globalizzata in perenne transito.

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