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Phygital

di Monica Bonetti

Se c’è qualcosa che l’appena concluso 2020 ci ha insegnato è come non rinunciare al piacere di scoprire idee e dibattiti su temi d’attualità o culturali pur non muovendoci di casa. Anche nel campo dell’arte le esperienze virtuali si sono moltiplicate e "Voci dipinte" se ne è occupata a più riprese.

Ma al di là della fruizione digitale dell’opera d’arte c’è chi come l’imprenditore e collezionista luganese Bruno Bolfo si è fatto ispirare da questi primi approcci per sviluppare nuovi ecosistemi relazionali - tra reale, digitale e “phygital” – capaci di rendere più accessibile l’incontro con la cultura contemporanea e di facilitare il dialogo tra culture, attraverso inedite esperienze d’arte che riuniscono comunità diverse e distanti anche geograficamente. Il primo risultato è il progetto espositivo “Fragilità” che avrebbe dovuto inaugurare a Kuala Lumpur in Malesia lo scorso 10 marzo ma che, appunto, causa pandemia è per ora sospesa, mentre online sarà accessibile perennemente. Una mostra e una piattaforma virtuale di incontro tra arte occidentale e orientale tese però a confrontarsi e non a sostituirsi una all’altra.

A "Voci Dipinte" ne parliamo con l’ideatore del progetto Bruno Bolfo e con i curatori della prima mostra Luigi Fassi e Alberto Salvadori.

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