Negli ultimi anni si è assistito a un ritorno sorprendentemente forte e consapevole all’uso di lingue minoritarie — dialetti, idiomi regionali, lingue locali spesso considerate “a rischio” — all’interno di contesti musicali non commerciali, indipendenti, di ricerca. Non si tratta, come si potrebbe pensare superficialmente, di una semplice operazione nostalgica o di recupero folkloristico. Al contrario, siamo di fronte a un fenomeno culturale più profondo, che affonda le sue radici in dinamiche contemporanee molto precise. In questo senso, la lingua non è soltanto un mezzo espressivo, ma diventa parte integrante del suono stesso. I dialetti, con le loro inflessioni, le loro musicalità, le loro asperità e dolcezze, offrono possibilità ritmiche e timbriche che spesso le lingue standardizzate non possiedono. La scelta linguistica influisce sulla composizione, sulla metrica, persino sull’identità sonora di un brano.
Nel parliamo con la cantante e ricercatrice della tradizione Murgiana Maria Moramarco e con la cantante napoletana, Patrizia Spinosi, voce storica, tra le altre cose, della Nuova Compagnia di Canto Popolare di Roberto De Simone.
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/703515




