Miles in the sky

di Olivier Bosia e Giovanni Conti

I trent’anni dalla scomparsa di Miles Davis sono un ottimo pretesto per parlare della sua figura e della sua eredità artistica, e il titolo di un album ormai leggendario, tra i molti del grande trombettista americano, è un buon punto di partenza. In realtà, Miles in the sky è anche un Concerto per quartetto jazz e orchestra composto nel 2006 da Giulio Granati, artista che il nostro pubblico ben conosce ed apprezza, in occasione di un altro anniversario davisiano. Se l’album originale era del 1968, va sottolineato che un anno più tardi sarebbe poi partita l’incredibile avventura sonora di Bitches Brew, che ci ha rivelato un’intera generazione di futuri giganti del jazz - da Chick Corea a Joe Zawinul, da Wayne Shorter a John McLaughlin – e che il musicologo Veniero Rizzardi ha studiato tanto in profondità da dedicare un intero e corposo saggio alla sua genesi.

Non a caso, quindi, saranno proprio Giulio Granati e Veniero Rizzardi a parlarci di Miles a trent’anni dalla sua scomparsa, al microfono di Olivier Bosia e Giovanni Conti