Voi che sapete 21/05/2026
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Vietato sbagliare ora

Telecamere, concorsi ed esigenze troppo elevate fanno salire la tensione alle stelle

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  • Mattia Caputo
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Se al giorno d’oggi sempre più concerti vengono filmati dalle telecamere, promuovendo istituzioni e rendendo accessibile con un clic le ultimissime performance dei propri artisti o complessi preferiti, come la Digital Concert Hall dei Berliner Philharmoniker o i rispettivi canali media di altre celebri istituzioni musicali, d’altro canto cresce l’ansia da prestazione negli interpreti sempre più alla ricerca della perfezione.

L’errore non rientra nell’equazione, musiciste e musicisti vanno in crisi e l’aspettativa sale sempre di più. Cresce inoltre una sorta di “FOMO”, Fear of Missing Out, la paura di perdersi qualcosa che altri stanno facendo, davanti all’estremo “posting” sui social media di colleghe e colleghi apparentemente sempre intenti ad allenarsi o ad esibirsi nei luoghi più belli del pianeta, mentre tu sei solo spettatore del successo degli altri.

Si palesano sempre più casi di stress e di Lampenfieber, termine in tedesco che rende bene l’immagine della “febbre da palcoscenico”. Mani e gambe che tremano, la bocca che si secca e la mente che entra in modalità “fuggi o combatti”, un istinto di sopravvivenza primordiale che non distingue se ciò che si ha davanti è uno spartito musicale o una tigre pronta ad attaccarci, bloccando le funzioni che permettono al corpo e alla mente di fare ciò che più si ama.

Chiunque nella vita avrà affrontato almeno una volta una situazione simile, magari col proprio strumento, in una gara sportiva, o davanti ad un esame scolastico o di lavoro, ma come funzionano i meccanismi nella mente e nel corpo di un musicista e quali strumenti si possono mettere in atto per trovare una dimensione di pace durante la performance? Quali pressioni esistono dall’altra parte dello schermo?

Enzo Turriziani, tra i più grandi trombonisti del pianeta, già primo trombone dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, attuale primo trombone dei leggendari Wiener Philharmoniker e professore al Conservatorio della Svizzera Italiana porterà la sua esperienza sia come esecutore in mondovisione, sia come insegnante, mentre il Dott. Wolfgang H. Ullrich, mental coach per musicisti, psicologo e psicoterapeuta, specialista in terapia sistemica, della Gestalt, ipnoterapia e terapia mirata, ci aiuterà a chiarire il tema dal punto di vista clinico. Per RSI Rete Due è stato autore della serie Il concetto di leggerezza come elemento vitale nella musica e nella vita.

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