Franco Fabbri
Franco Fabbri (wikipedia.org/wiki/Franco_Fabbri)

Franco Fabbri: la cosiddetta “economia della condivisione” e la musica dal vivo

di Claudio Farinone

RETEDUECINQUE
Martedì 24 marzo 2020 alle 15:35

Bloccando le attività musicali dal vivo e costringendo tutti, musicisti compresi, a restare a casa, l’emergenza del COVID-19 ha portato a una proliferazione di eventi, adeguati alla situazione: dalle cantate estemporanee dai balconi delle case, ai mini-concerti su Facebook o altri social media tenuti da professionisti e dilettanti, allo streaming di esecuzioni sinfoniche da parte di orchestre impegnate a mantenere un contatto col loro pubblico.

Il tratto comune a tutte queste attività è che sono gratuite: ci mancherebbe altro, si potrebbe dire, visto che si tratta di iniziative di solidarietà, mirate a tenere su il morale di noi reclusi del Coronavirus e che almeno in parte (soprattutto quelle in rete) possono anche avere una funzione promozionale.

Un momento, però. Qualcuno potrebbe sostenere che quando si ascolta musica registrata in rete la si paga, sia che si tratti di download, sia che si tratti di streaming. E chiunque abbia un minimo di consapevolezza dei media digitali sa che su YouTube tutto sembra gratis, ma alla fine si paga attraverso la pubblicità, anche se il grosso dei guadagni non va a chi quella musica (o quei video) produce (e lo stesso vale per la versione “gratuita” dei sistemi di streaming).

E poi, tantissimi in questi giorni cercano conforto nel cinema e nelle serie televisive ma qualsiasi piattaforma che offra film nei propri cataloghi, con poche eccezioni, ci chiede dei soldi.

E perché la musica dal vivo no?

Un bel quesito a cui cercherà di rispondere il musicologo e studioso Franco Fabbri, al microfono di Claudio Farinone.

 

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