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Gerusalemme d'oro e di ferro

Breve storia della canzone israeliana, a cura di Paolo Borgonovo

Da lunedì 25 a venerdì 29 gennaio 2021

Prima ancora di avere un proprio Stato, gli ebrei emigrati nella Palestina ottomana, provenienti da ogni angolo del mondo, hanno trovato un centro unificante nel recupero dell’antica lingua sacra della Bibbia, e hanno riportato l’ebraico da lingua liturgica a strumento moderno di comunicazione. Su questa base, e sulla condivisione della memoria della diaspora e dell’Olocausto, il popolo ebraico ha creato le prime basi per una cultura unitaria dello Stato di Israele. È un fenomeno complesso, controverso, e tuttora in fase di sviluppo, ma che non sarebbe stato possibile senza un repertorio musicale popolare: la canzone israeliana in lingua ebraica è legata a doppio filo al tentativo di uno Stato giovanissimo di agganciarsi ad un passato che non ha eguali nella storia delle culture. Pur nell’enormità del tema, Paolo Borgonovo ha raccolto qualche suggestione per farci avvicinare a un mondo così lontano e al contempo così vicino: cinque puntate che esplorano alcuni temi della canzone israeliana, dalle origini a oggi.

 

Lunedì 25 gennaio 2021: le origini

Israele nasce nel 1948, ma già dagli inizi del Novecento gli ebrei emigrati nella Palestina ottomana trovano un centro unificante nel recupero dell’antica lingua sacra della Bibbia, riportandola da lingua liturgica a strumento moderno di comunicazione. E in questo la funzione della canzone è assolutamente fondamentale: nei campi e nei kibbutz l’ebraico si impara cantando, e cantando si costruiscono nuovi ideali e si celebrano antiche e nuove memorie. Paolo Borgonovo ce ne parla in questa prima puntata di una serie di cinque, dedicate alla storia della canzone israeliana. Tema di oggi: le origini.

Canzoni:
Hava Nagila
Barry & Batya Segal
Techezakna (Inno del sionismo socialista)
Cantor Israel Bakon
El haDerech (“Sulla strada”)
HaGevatron
Mayim Mayim (“Acqua, acqua”)
Emanuel Pugashov Amiran (autore)
Eretz Israel Yafa (“La terra di Israele è bella”)
Dudu Zakai
Kalanyiot (“Anemoni”)
Shoshana Damari

Martedì 26 gennaio 2021: le guerre

Uno Stato in guerra dal momento della sua fondazione, e poi impegnato in numerosi conflitti ora espliciti ora latenti, e comunque fortemente militarizzato, giocoforza ha il tema della guerra al centro della propria cultura e delle proprie narrazioni. Per noi che godiamo di decenni di pace, i temi dell’epica e dell’elegia per i caduti sono ricordi storici di secoli passati, ma così non è per la canzone israeliana. Da una parte, l’esercito israeliano ha sfruttato con molta abilità il potere del pop, per creare una narrazione ufficiale, promuovendo band e reclutando poeti e musicisti; dall’altra, proprio in ambito militare si sono formate alcune delle voci più note (e talora più dissidenti) della canzone israeliana. Paolo Borgonovo ce ne parla in questa seconda puntata della serie dedicata alla storia della canzone israeliana. Tema di oggi: le guerre.

Canzoni:
Ha Re'ut (“La fratellanza”)
Esther Ofarim
Bab el Wad
Yafa Yarkoni
Yerushalayim shel Zahav (“Gerusalemme d'oro”)
Shuli Natan
Giv'at haTachmoshet (“La collina delle munizioni”)
Lehakat Pikud Merkaz (Band del Comando Centrale)
Shir laShalom (“Canzone per la pace”)
Lehakat haNachal (Band della Brigata Nachal

 

Mercoledì 27 gennaio 2021: gli orientali

 

Fin dalla sua fondazione, lo Stato di Israele si considera essenzialmente un pezzo di Europa, sorto dalle ceneri dell’Olocausto. In questo progetto non si sentono del tutto a loro agio gli ebrei orientali, i mizrahì, che da tutto il mondo arabo e islamico si rifugiano in Israele, soprattutto dopo le confische e le espulsioni perpetrate contro di loro come ritorsione nei confronti del nuovo Stato ebraico. Gli ebrei orientali portano con sé usi, costumi, profumi e suoni che appaiono esotici o primitivi agli occidentali imbevuti di cultura europea. L’integrazione per loro non sarà facile e non lo è tuttora. Ma, tramite la canzone, avranno con il tempo una piccola rivincita. Paolo Borgonovo ce ne parla in questa terza puntata della serie dedicata alla storia della canzone israeliana. Tema di oggi: gli orientali.

Canzoni:
Im Nin’alu Daltei N'divim (“Anche se le porte del ricco sono chiuse”)
Shalom Keisar
Rachel
Shoshana Damari
HaPerach beGani (“I fiori nel mio giardino”)
Zohar Argov
Odeh le'Eli (“Ringrazierò il mio Dio”)
Ofra Haza
Habib Galbi (“Amore del mio cuore”)
A-WA
Modeh ani (“Ti ringrazio”)
Omer Adam

Giovedì 28 gennaio 2021: la play list di Na’ama Goldman

Na’ama Goldman è un giovane mezzosoprano israeliano: si è messa in luce con una “Carmen” di Bizet diretta da Daniel Oren a Masada nel 2012. Residente tra Tel Aviv e Berlino, oggi Na’ama è la nostra consulente musicale. Per questa quarta puntata della serie dedicata alla canzone israeliana, Paolo Borgonovo le ha commissionato una playlist di classici intramontabili e rilevanti per la storia della lingua e della cultura dello Stato di Israele: scopriamola insieme.  

Canzoni:
BaShana HaBa'a (“L'anno che verrà”)
Ilanit
Halleluya
Milk and Honey
Kshe'or Dolek baChalonech (“Quando la luce è accesa alla tua finestra”)
Matti Caspi
Vidui (“Confessione”)
Yehudit Ravitz
Shir haMakolet (“Canzone della drogheria”)
Kaveret
Shir laMa'alot (“Cantico delle ascensioni”)
Mosh Ben Ari

Venerdì 29 gennaio 2021: echi dal presente

Oggi più che mai, Israele vive di una serie infinita di contrasti irrisolti: arcaismi e modernità, Oriente e Occidente, tolleranza ed esclusione, laicità e religiosità, culto della memoria e edonismo spensierato. Di queste e di tante altre dicotomie non è certo possibile tracciare una sintesi semplicistica. Ne raccogliamo soltanto qualche eco nell’ultima puntata della serie dedicata da Paolo Borgonovo alla storia della canzone israeliana, oggi rivolta tutta al presente.

Canzoni:
Tel Aviv
Omer Adam - Arisa
Mi'ma'amakim (“Dagli abissi - De profundis”)
Idan Raichel Project
Ha’er et Einav (“Apre gli occhi”)
Shoshana Damari
Shirat Hasticker (“Canzone degli adesivi”)
Hadag Nachash
The Holy Hunchback (“Il santo gobbo”)
Aaron Razel

Brani Brani in onda Pulcinella. Balletto in 1 atto con 3 voci soliste, su musiche di Giovanni Batti - Charles Dutoit; DIR / Orchestra della Svizzera italiana; ENS / Michela Antenucci; SOL / David Ferri Dura; SOL / Enrico Di Geronimo; SOL Ore 9:46