San Michele, Venezia (iStock)

Stravinsky e l’Italia

di Valentina Bensi e Carlo Piccardi

RETEDUECINQUE
Lunedì 05 aprile 2021 alle 15:35

Tratteggiando ad ampie line la vita di Igor Stravinsky, analizziamo in questo primo momento di approfondimento gli incontri del compositore con i Futuristi a Milano (1915) e la collaborazione nel 1917 con il futurista Giacomo Balla per Feu d’artifice. Nel 1917 è raggiunto dalla notizia della Rivoluzione in Russia proprio mentre era presente con i Ballets Russes di Diaghilev a Roma. Qui Diaghilev organizza un concerto benefico “in onore della Rivoluzione russa” in favore della Croce Rossa italiana, aperto dai rispettivi inni nazionali. Non essendo il caso di usare l’inno zarista Stravinsky è chiamato a comporre in alternativa un arrangiamento del Canto dei battellieri del Volga. Stravinsky sarà poi presente a Roma nel 1923 per L’histoire du soldat diretta da Hermann Scherchen al Festival di Venezia (1925 e 1934). Stravinsky, su suo espresso desiderio, volle essere sepolto nell’isola di San Michele nella laguna veneziana, accanto alla tomba del compagno di vecchia data Diaghilev.

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