Groovy Chapter alle 20:45
Marco Nevano - sax
Roberto Pianca - chitarra
Rocco Lombardi - batteria
Francesco Rezzonico - basso
Soft Machine alle 22:00
John Etheridge – chitarra
Theo Travis – sax, flauto, tastiere
Fred Thelonious Baker – basso
Asaf Sirkis – batteria
In diretta radiofonica su Rete Due.
I Soft Machine sono uno dei gruppi più influenti e visionari della musica europea del secondo Novecento. Nati a Canterbury alla fine degli anni Sessanta, hanno ridefinito in modo radicale il rapporto tra jazz, rock e musica contemporanea, aprendo una strada che continua ancora oggi a influenzare generazioni di musicisti.
Dopo un primo periodo legato alla psichedelia, i Soft Machine sono stati tra i primi a spingersi con decisione verso un linguaggio strumentale complesso, in cui improvvisazione, strutture articolate e ricerca timbrica diventano elementi centrali. Album come Third e Fourth segnano un passaggio storico: il gruppo abbandona la forma-canzone e trasforma il rock in un vero laboratorio musicale, avvicinandolo al jazz d’avanguardia e alla composizione colta.
La loro musica procede per moduli, accumuli, trasformazioni graduali. Il ritmo non è mai semplice accompagnamento, ma forza motrice; le melodie emergono e si dissolvono; l’elettricità del rock convive con una mentalità jazzistica fatta di ascolto, rischio e apertura. In questo senso, i Soft Machine sono stati pionieri di un’idea di jazz-rock non spettacolare, ma profondamente concettuale.
Nel corso dei decenni, la band ha cambiato più volte formazione, mantenendo però una sorprendente coerenza di visione. Oggi i Soft Machine non sono un progetto nostalgico, ma un organismo ancora vitale, capace di rileggere la propria storia con lucidità e di produrre nuova musica che dialoga con il presente.
Ad aprire la serata saranno i Groovy Chapter, gruppo ticinese che rappresenta con energia e personalità la vitalità della scena musicale locale. La band propone un jazz fortemente ritmico e comunicativo, dove groove, interplay e gusto per la forma breve convivono in modo naturale.
Il loro set di apertura non è un semplice preludio, ma un vero e proprio invito all’ascolto: una musica diretta, curata nei dettagli e capace di creare immediatamente connessione con il pubblico. La presenza dei Groovy Chapter sottolinea l’attenzione della rassegna alla valorizzazione dei talenti del territorio, mettendo in dialogo le energie creative ticinesi con protagonisti della scena internazionale.





