Linda Jozefowski Quintet alle 20:45
Linda Jozefowski - flauto
Malcolm Braff - tastiere
Domenic Landolf - sax
Diego Pinera - drums
Bänz Oster - contrabbasso
Leszek Możdżer, piano solo alle 22:00
In diretta radiofonica su Rete Due.
Nella splendida cornice del Teatro Sociale di Bellinzona, riparte la stagione jazz di Rete Due, “Tra jazz e nuove musiche” con un doppio concerto.
Apre il Linda Jozefowski Quintet, progetto rappresentativo del jazz contemporaneo europeo, in cui scrittura, ricerca timbrica e improvvisazione convivono in un equilibrio maturo e personale. Guidato dalla flautista e compositrice svizzera Linda Jozefowski, il quintetto sviluppa una musica attenta alla forma, al ritmo e alla qualità dell’interazione collettiva.
Nel contesto dell’ensemble, il flauto assume un ruolo non convenzionale: non solo voce melodica, ma elemento strutturante del discorso musicale, capace di muoversi tra lirismo, articolazioni ritmiche e interventi più sperimentali. Le composizioni si basano spesso su materiali essenziali — cellule melodiche e pattern ritmici — che vengono trasformati e ampliati attraverso un’improvvisazione profondamente integrata alla scrittura.
Un tratto distintivo del quintetto è l’attenzione al ritmo, trattato come spazio dinamico e non come semplice pulsazione. Metriche irregolari, stratificazioni e cambi di prospettiva contribuiscono a creare una musica in continuo movimento, sostenuta da un ascolto reciproco molto intenso. Il suono dell’ensemble rimane compatto ma trasparente, alternando momenti di energia collettiva a sezioni più rarefatte e contemplative.
A seguire il pianista, compositore e produttore, Leszek Możdżer, una delle figure più autorevoli e riconoscibili del jazz europeo contemporaneo. Nato a Gdańsk nel 1971, è attivo da oltre trent’anni e rappresenta un punto di riferimento per una generazione di musicisti che ha contribuito a ridefinire il linguaggio del jazz in Europa, intrecciando improvvisazione, scrittura, tradizione classica e sperimentazione sonora.
La sua affermazione avviene negli anni Novanta all’interno del gruppo Miłość, formazione simbolo del movimento yass, che ha segnato una svolta radicale nella scena jazz polacca post-comunista. Da quel momento, il percorso artistico di Możdżer si sviluppa in modo ampio e articolato: oltre cento incisioni tra progetti solistici e collaborazioni, una presenza costante nei principali festival internazionali e un linguaggio musicale in continua evoluzione.
Il suo pianismo si distingue per un’attenzione estrema al suono e alla forma. Il pianoforte diventa per lui non solo strumento melodico e armonico, ma spazio timbrico da esplorare, spesso attraverso l’uso di registri estremi, silenzi, risonanze e accordature non convenzionali. In questo senso, la sua musica si colloca in un territorio di confine, dove il jazz dialoga naturalmente con la musica classica europea, la contemporanea e la libera improvvisazione.
Accanto all’attività solistica, Leszek Możdżer ha collaborato con numerosi protagonisti della scena internazionale, tra cui Pat Metheny, Marcus Miller, Joe Lovano e Archie Shepp, dimostrando una notevole capacità di adattamento e dialogo, sempre mantenendo una forte identità personale. Parallelamente, ha sviluppato un rapporto profondo con il repertorio classico, in particolare con l’opera di Chopin, riletta come materia viva e aperta, non come patrimonio museale.
Un altro aspetto centrale del suo lavoro è la composizione per cinema e teatro, ambiti nei quali emerge con chiarezza la sua sensibilità narrativa: una scrittura essenziale ma evocativa, capace di costruire atmosfere e tensioni emotive attraverso pochi elementi accuratamente scelti.
In Polonia, Możdżer è considerato una figura culturale di primo piano: vincitore di numerosi premi, tra cui più volte il Fryderyk, è attivo anche come curatore artistico e giurato in importanti concorsi pianistici internazionali. Il suo linguaggio, tuttavia, va ben oltre i confini nazionali, parlando a un pubblico europeo e globale.





