(Keystone)

Matrimonio... per chi?

Fra due settimane si vota per decidere se coppie omo ed etero devono avere gli stessi diritti

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A otto anni dall’iniziativa “Matrimonio civile per tutti” depositata dai verdi liberali e a due settimane dall’appuntamento alle urne, discutiamo dell'opprtunità o meno di aprire il matrimonio alle coppie omosessuali. Per il Parlamento e il Consiglio federale, differenziare tra coppie etero e coppie omo non ha più senso, i diritti e i doveri dei due partner devono valere per tutti, qualunque sia l'orientamento sessuale, distinguere tra unione domestica registrata (sono circa 700 all’anno in Svizzera) e matrimonio civile diventa superfluo: così, anche le coppie omosessuali dovrebbero potere beneficiare di una procedura di naturalizzazione più breve e meno costosa per l'eventuale partner straniero, della possibilità di adottare un figlio congiuntamente o della possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente consentite dalla legge. Non tutti sono però d’accordo con questa modifica del codice civile che in Parlamento è stata elaborata per sette anni: UDC, il partito evangelico e l’Unione democratica federale hanno lanciato con successo un referendum a difesa della concezione tradizionale della famiglia, che ritengono doversi comporre necessariamente da un padre e una madre, e contro un balzo antropologico che considerano potenzialmente nocivo.

Ne discutiamo con:

Laura Riget, Granconsigliera e co-presidente PS Ticino

Marco Chiesa, Consigliere agli Stati UDC e Presidente partito nazionale

Pietro Vanetti, Presidente Associazione Genitori Non Affidatari

Pierfranco Longo, Presidente Conferenza Cantonale dei Genitori

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