Sostenitori di Julian Assange davanti all'Alta Corte britannica
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Quale destino per Julian Assange?

I giudici britannici devono decidere se può opporsi alla sua estradizione

  • Keystone
  • 22.2.2024
  • 29 min
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Torniamo sul caso Assange, dopo due giorni di udienze dell’Alta Corte di Giustizia britannica chiamata a decidere sull’istanza d’appello presentata dal co-fondatore di Wikileaks contro la sua estradizione negli Stati Uniti, dove è accusato di spionaggio e rischia fino a 175 anni di carcere. Per una decisione dei magistrati britannici occorrerà verosimilmente attendere qualche giorno, ma questa interminabile vicenda giudiziaria, tornata sotto i riflettori dell’attualità, ripropone interrogativi fondamentali sui principi della giustizia e della democrazia, sulla libertà dell’informazione, ed ora anche e sempre più sul rispetto dei diritti umani.  


Per l’avvocata e attivista per i diritti umani, Stella Assange, moglie di Julian, detenuto da quasi cinque anni in Inghilterra si tratta di una persecuzione politica. In America Assange deve rispondere della pubblicazione di decine di migliaia di documenti militari e diplomatici segreti, trafugati da Chelsea Manning, un’analista dell’intelligence dell’esercito statunitense condannata a 35 anni di prigione, poi “graziata” da Barack Obama dopo sette anni di carcere. I file rivelavano rapporti diplomatici nascosti e rivelazioni sulle morti di civili nelle guerre USA in Iraq e Afghanistan, così come i nomi di coloro che, sul posto, stavano collaborando con i servizi e le forze armate statunitensi. Un’estradizione giustificata o un attacco alla libertà di informare? 


Ne discutiamo con:

Mauro Barberis, professore di filosofia e teoria del diritto all’Università degli Studi di Trieste; 


Philip Di Salvo, ricercatore all’Università di San Gallo; 


Stefania Maurizi, giornalista d’inchiesta.  

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