Un paio di settimane fa ad iniziare per davvero a correre ai ripari è stata la Francia. Un articolo della NZZ am Sonntag ha ricordato domenica che qualcosa si muove anche in Svizzera. La sovranità digitale dei Paesi europei preoccupa. Il controllo sulle tecnologie informatiche dalle quali dipendono risulta insufficiente, se non nullo. Il rischio che qualcosa sfugga di mano diventa eccessivo. Tra i principali indiziati c’è la dipendenza quasi assoluta di molte amministrazioni pubbliche da una e una sola Big Tech statunitense e dai suoi prodotti: Microsfot, con Windows e Office. Dipendere in simile modo da una sola multinazionale per ogni Stato è già di per sé un problema; per un Paese europeo lo diventa ancora di più se l’alleanza atlantica vacilla e a Washington nascono simpatie inedite tra mondo politico (la presidenza) ed economia digitale (i nuovi oligarchi). Ma ci sono alternative? Se sì quali? I paesi europei hanno la capacità tecnologica, finanziaria e politica di compiere il passo?
Ne discutiamo con:
· Angelo Consoli, docente-ricercatore, responsabile dell’area Sicurezza informatica alla SUPSI
· Stefano Quintarelli, imprenditore nel ramo delle nuove tecnologie, tra molte altre cose già membro del gruppo di esperti di alto livello per l’IA della Commissione europea
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