Voci del Grigioni italiano

Un anno di Archeo Alps: rileggere le Alpi attraverso l’archeologia

Un territorio diviso dai confini moderni, ma unito da una storia comune

PHOTO-2026-03-19-16-36-44.jpg

Archeo Alps è il progetto Interreg che riunisce università, enti di ricerca e istituzioni tra Valtellina, Valchiavenna e Canton Grigioni per ricostruire la storia delle Alpi tra tarda antichità e Medioevo. Un’iniziativa che dopo un anno di attività ha già raggiunto il suo primo giro di boa, entrando nella fase operativa e restituendo nuove chiavi di lettura su un territorio tutt’altro che marginale. I risultati raggiunti finora sono stati presentati nei giorni scorsi a Sondrio dove contestualmente vi è stata l’inaugurazione della mostra “Archeologia e Montagna” , allestita presso il MVSA – Museo Valtellinese di storia e arte.

Il progetto propone un cambio di prospettiva: studiare non solo come l’uomo abbia modellato l’ambiente, ma anche come l’ambiente abbia condizionato le scelte delle comunità alpine. Un approccio illustrato da Fabio Saggioro, archeologo dell’Università di Verona, che evidenzia il ruolo del paesaggio come risorsa determinante per lo sviluppo di società complesse.

Sulle dinamiche del potere e sulla rete di collegamenti che strutturava le Alpi interviene Riccardo Rao (Università di Bergamo), che con il suo gruppo studia castelli e siti fortificati tra Bregaglia, Valtellina e Grigioni. Le prime analisi mostrano centri già organizzati in epoca altomedievale, punti strategici di controllo dei passi e di gestione del commercio, come testimoniano anche le tessere daziarie rinvenute negli scavi.

L’innovazione metodologica è uno dei pilastri del progetto. Federico Zoni, archeologo medievale dell’Università di Bergamo, spiega come Archeo Alps affianchi allo scavo tradizionale analisi ambientali, studi pollinici, setacciature specialistiche e rilievi ad alta tecnologia. Un lavoro che ha permesso, ad esempio, di identificare tracce di grano a Tresivio, prova di scambi a lunga distanza già nell’Alto Medioevo.

Il coinvolgimento dei territori è fondamentale. Giampiero Raveglia, presidente della Regione Moesa e sindaco di Roveredo, sottolinea la necessità di integrare tutela e pianificazione urbana, mentre Fernando Baruffi, sindaco di Tresivio, vede nelle scoperte un’opportunità di valorizzazione e di rilettura del paesaggio locale. La prospettiva turistica è invece al centro dell’intervento di Marcella Fratta, assessora alla Cultura del Comune di Sondrio, che auspica una fruizione più consapevole del patrimonio alpino. Infine Omar Iacomella, sindaco di Piuro, guarda a un turismo slow legato a reti sentieristiche, pacchetti integrati e future summer school per giovani archeologi.

Archeo Alps è solo a metà percorso, ma già svela un passato sorprendentemente ricco. Le Alpi emergono come uno spazio vivo, attraversato da scambi, relazioni e innovazioni: un patrimonio che oggi si rinnova grazie a ricerca, collaborazione e visione comune.

Scopri la serie

Correlati

Ti potrebbe interessare