Oggi abbiamo aperto le finestre. Fuori era buio. Erano le 3 di notte. Ci siamo catapultati… in Messico a Quintana Roo, tra il caldo dei Caraibi e i corridoi pieni di un ospedale. C’erano occhi che aspettavano, mani strette, persone pronte a tornare a vedere.
Abbiamo seguito la 26ª missione della Swiss Foundation Against Blindness: in 15 giorni, circa 500 interventi per restituire la vista. Una squadra svizzera e internazionale al lavoro senza sosta, tra precisione, umanità e fiducia.
Ci siamo collegati con chi era lì, dentro questa realtà: gli oftalmologi Theo Signer e Pietro Roberti. Perché a volte basta un intervento…per cambiare una vita intera.
Poi siamo tornati in studio… ma il viaggio è continuato. Perché è passato a trovarci Michele Cutolo, docente SUPSI, appena rientrato dall’Etiopia. A Hawassa, insieme a studenti svizzeri ed etiopi, ha costruito una cupola senza legno e senza impalcature: un progetto fatto di mani, terra e intelligenza condivisa.
Poi abbiamo sentito Michela, la mamma di Mattia, un ragazzo di 16 anni con una malattia genetica rara che lo costringe su una sedia a rotelle elettrica. Ma questa non è solo una storia di difficoltà. È una storia di squadra. Perché Mattia, insieme ad altri ragazzi, ha fondato i Cyber Falcons, l’unica squadra ticinese di powerchair hockey: uno sport giocato con carrozzine elettriche, veloce, tecnico e di squadra. E proprio il 21 marzo a Locarno si terrà una giornata del Campionato svizzero.
Un’occasione per vedere questi ragazzi in campo, sostenere la squadra e scoprire uno sport ancora troppo poco conosciuto.
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